“Nel 2050 il peso della plastica negli oceani sarà maggiore di quello dei pesci”- La denuncia di Plastic Free

Questa settimana Alex ha intervistato Luca De Gaetano, presidente della Onlus Plastic Free. Si è parlato del problema della plastica, che inquina i mari e potrebbe, potenzialmente, uccidere tutte le specie viventi. Luca ci ha spiegato come il “Progetto Plastic Free” è cominciato:

“Ero da anni sostenitore di associazioni internazionali contro l’utilizzo della plastica; qualche anno fa ho pensato di fondare Plastic Free, per diffondere questo importante messaggio a tutta Italia, dove ancora non era nata un’iniziativa di questo genere. Spero di riuscire a raggiungere sempre più nazioni.”

Incredibile è il consenso ricevuto fin da subito sui social network; “la pagina Facebook, infatti, è cresciuta in fretta: dopo 6 mesi contava già 70.000 utenti”, ci ha spiegato Luca.

Nonostante Plastic Free sia nata solo pochi mesi fa, la sua struttura è già molto ben delineata:

La nostra associazione, ad oggi, conta migliaia di associati e 20 referenti, uno per regione. Ci occupiamo di realizzare diversi progetti, come raccogliere i rifiuti sulle spiagge, oppure sensibilizzare gli studenti nelle scuole italiane. Teniamo in modo particolare alla sensibilizzazione online, in quanto la reputiamo molto efficace.”

Come spiegato da Luca, la presenza massiccia di plastica nell’ecosistema rappresenta un problema enorme per il nostro pianeta; viene spontaneo, a questo punto, chiedere a Luca alcuni dati concreti:

“Su scala mondiale, produciamo 400 milioni di tonnellate di plastica all’anno, mentre cinquant’anni fa erano solo 15; vi sono dunque stati 50 anni di crescita esponenziale dell’uso di plastica. Di tutta la plastica prodotta ogni anno sul nostro pianeta, in media solo il 3% viene riciclato. In Europa, fortunatamente, si arriva fino al 30%. Inoltre, oltre 150 milioni di tonnellate si trovano nei mari”, spiega Luca.

“Questi dati sono allarmanti: solo nel Mediterraneo arrivano 570mila tonnellate, come se 33800 bottiglie di plastica vi fossero gettate ogni minuto.”

La situazione è ancora più drammatica se si pensa che circa 100mila mammiferi muoiono ogni anno a causa di ingestione di plastica. Le stime per il futuro non sono molto incoraggianti: continuando di questo passo, infatti, nel 2050 il peso della plastica negli oceani sarà maggiore di quello dei pesci.

Luca sottolinea che la plastica è di fatto immortale: non è solo dannosa per gli animali, ma può anche portare ad un avvelenamento del ciclo alimentare dell’uomo. Infatti, non consumandosi, la plastica si sgretola in piccoli pezzi: una volta raggiunta la grandezza di 5 millimetri (microplastica), i pezzi diventano più facilmente ingeribili dai pesci, rivelandosi un serio pericolo anche per gli esseri umani.

A questo punto la domanda sorge spontanea: come si può salvare il mondo dai pericoli della plastica, prima che sia troppo tardi?

La risposta di Luca è immediata: “Partendo, innanzitutto, dal nostro piccolo, cercando di eliminare il più possibile la plastica dalla nostra vita quotidiana”.

I comportamenti che si possono mantenere a livello individuale per salvaguardare l’ambiente sono molti; Luca ci suggerisce: “Quando facciamo la spesa, scegliamo i marchi che adottano imballaggi alternativi, oppure prodotti privi di imballaggi.”

Il progetto Plastic Free punta proprio a cercare di sensibilizzare le persone riguardo questo delicato problema.

Gli obiettivi futuri di Plastic Free sono molto ambiziosi; per esempio, quello di installare depuratori per l’acqua nelle scuole, gratuitamente, grazie alle donazioni.

Plastic Free organizza anche numerosi eventi in tutte le spiagge italiane. Queste iniziative vengono chiamate Progetto Raccolta e consistono in eventi organizzati per ripulire le nostre città e le nostre spiagge dai rifiuti di plastica. Si tratta di veri e propri raduni, in cui ognuno può fare la propria parte, dopo aver aderito all’associazione tramite il tesseramento.

Durante queste iniziative, si ha anche la possibilità di fare nuove conoscenze e di trascorrere momenti in compagnia, con la consapevolezza di contribuire al bene dell’ambiente.

Siamo come una grande famiglia. Chi viene ad aiutarci nei nostri progetti si sente accolto e motivato a fare del proprio meglio per cambiare le cose”, aggiunge Luca.

Il progetto Plastic Free sta ricevendo grandi consensi e, nonostante si tratti di un’iniziativa ancora molto giovane, ha già fatto molto per le spiagge italiane e per la salute dell’ambiente.

“Arrivati a questo punto non abbiamo alcuna intenzione di fermarci: l’idea è proprio quella di espandere la cultura del Plastic Free a livello globale”, conclude Luca.

Per sostenere Plastic Free, è possibile iscriversi all’associazione, comprare alcuni dei loro prodotti o effettuare donazioni. Per ulteriori informazioni, visita il sito ufficiale https://www.plasticfreeonlus.it/.

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