Italvideo: dopo la pandemia, il rinnovamento verso il digitale

Nell’articolo di oggi parliamo di Italvideo Service SRL, un’azienda italiana che si occupa del noleggio di apparecchiature audiovisive e multimediali a società che organizzano eventi, congressi, fiere ed esposizioni.

Abbiamo chiesto a Stefano Fuccio, legale rappresentante di Italvideo, di introdurci nel mondo dell’azienda e di spiegarci come funziona. In particolare, ci interessa capire come l’azienda abbia reagito alle difficoltà introdotte dalla pandemia mondiale. 

Stefano, a tal proposito, ci ha spiegato che: “A causa della recente pandemia, fenomeno che ha messo in ginocchio parecchi settori lavorativi, abbiamo dovuto, inevitabilmente, riorganizzare il nostro lavoro”.

Stefano, inoltre, sottolinea:“Dopo un primo periodo di grande confusione, il nostro lavoro ha subito un rapido processo di cambiamento verso il digitale. Ci siamo organizzati per realizzare eventi professionali godibili dal proprio PC o tablet, da casa o dall’ufficio, cercando di mantenere tutte le caratteristiche e spettacolarizzazioni degli eventi in presenza”. 

Ovviamente, questo cambiamento è stato possibile soprattutto grazie alla preparazione degli addetti ai lavori, come infatti lui rimarca: “Per poter realizzare tutto ciò, abbiamo investito molto nel “know how” del nostro personale, oltre che in macchinari adatti a mettere in atto questa transizione nel modo più efficace possibile”.

Stefano Fuccio ci ha poi illustrato quali sono i benefici di queste nuove modalità di lavoro che l’azienda è stata costretta ad adottare per rimanere nel business:

“Le potenzialità di questa nuova impostazione lavorativa sono molte. Inevitabilmente, l’evento in remoto ancora per molti mesi costituirà uno dei pochi modi per lavorare con continuità. Proprio per questo, le aziende hanno fatto investimenti economici in infrastrutture e software e, gradualmente, si stanno rendendo conto che meeting e congressi non necessariamente devono essere organizzati in presenza. Da ciò consegue, naturalmente, un notevole risparmio di spese logistiche e di trasferta”. 

“Siamo solo agli inizi di questo nuovo metodo: le software house che forniscono programmi di videoconferenza e webinar stanno evolvendo sempre più la propria offerta, permettendo alle aziende di realizzare qualsiasi tipo di evento. Addirittura, è possibile poter interagire online con il pubblico virtuale, oppure organizzare tavole rotonde virtuali in totale sicurezza. 

Senza dubbio, tutto questo presuppone che il nostro personale tecnico debba sempre tenersi aggiornato, attraverso corsi e prove continui, e che il nostro personale commerciale possa avere la possibilità di formulare offerte sempre nuove, che stimolino il cliente ad esplorare tipologie di eventi mai considerate prima. 

Ci sono anche limiti che, ad oggi, non possono essere ancora superati; per esempio, il poter organizzare eventi remoti con la Cina: purtroppo, date le varie restrizioni ai software occidentali, non si sono ancora trovare soluzioni funzionali”.

Quali sono, invece, le incognite più grandi di questo periodo difficile, per chi lavora in questo settore? Stefano Fuccio ci risponde così:

L’incognita maggiore è il rischio che le aziende e soprattutto la gente si stanchino di partecipare a eventi da remoto, dato il rischio di sovraesposizione. 

I numeri ad oggi non aiutano particolarmente: le aspettative non sono quasi mai soddisfatte pienamente; tuttavia, come dicevo, siamo solo agli inizi: non si è ancora instaurata una solida abitudine a questa organizzazione da remoto.

Per esempio, nel mese di settembre, a Milano, si è svolta la fashion week, come tutti gli anni in presenza; avendo avuto comunque, un grande successo, può valere come dimostrazione del fatto che gli eventi in presenza sono ancora i favoriti, com’è naturale. 

Tuttavia, stiamo facendo il possibile per rendere gli eventi da remoto più interessanti e coinvolgenti possibile, al fine di mantenere questa modalità anche in futuro”.

Infine, ci interessa chiedere un parere da esperto a Stefano Fuccio: una volta tornati alla normalità, pensi che il mondo delle fiere e dei grandi eventi subirà grandi cambiamenti?

“Sono sicuro che, quando il mondo potrà finalmente tornare alla normalità, verranno immediatamente riorganizzati eventi e fiere, in modo da poter tornare a lavorare come prima: la gente ha bisogno di tornare alla vita normale, in ambito lavorativo come nella vita privata.

L’incognita però rimane nella possibilità concreta delle aziende di investire, quando tutto questo sarà finito; per questo, credo che l’evento digitale non sarà del tutto abbandonato”.