Intervista a “Dr. Feelgood” di Virgin Radio: il Rock ‘n Roll mi ha salvato la vita

In una nuova puntata di Flash-Back!, questa settimana Alex ha intervistato il grande Maurizio Faulisi, conosciuto come Dr. Feelgood, la nota voce del buongiorno di Virgin Radio con la sua trasmissione “Rock&Talk”. Appassionato ed esperto di Rock ‘n Roll anni 50, nonché di musica Blues e Country (ma non solo), Dr. Feelgood ci ha raccontato della nascita della sua carriera in radio, della sua dedizione all’universo musicale e degli aspetti più interessanti del suo lavoro.

La radio è stata il mio hobby per 30 anni: ho iniziato a fare radio a 16 anni, nel 1978; ho collaborato con enti locali, regionali e nazionali, ma senza l’aspirazione di convertire questa mia passione in lavoro. 

Devo aver portato avanti il mio hobby con tale approccio professionale che, a un certo punto della mia vita, ho ricevuto un’offerta di lavoro da parte di Virgin Radio, la prima radio italiana dedicata al Rock ‘n Roll; ho iniziato con la conduzione di pillole in diversi orari del giorno e, successivamente, mi è stata affidata la conduzione di una vera e propria trasmissione in orario mattutino.

Mi chiesero di parlare di Rock anni 50, come feci in passato in diverse trasmissioni, come “Good Rocking Tonight”, e mi proposero di utilizzare un nickname. Scelsi Dr. Feelgood, nome di una band inglese di Rock-Blues degli anni 70 a me molto cara”.

Dr. Feelgood ha un rapporto stretto e viscerale con la musica Rock ‘n Roll, Country e Blues fin da quando era ragazzo. Ci racconta:

“Ho iniziato ad ascoltare Rock ‘n Roll anni 50 da ragazzino, a 13, 14 anni, in modo del tutto inspiegabile: non avevo alcun esempio in famiglia o tra i miei amici. Cominciai a collezionare vinili e riviste, anche se in giro ce n’erano pochi. 

Il Rock ‘n Roll anni 50 ha una sua peculiare caratteristica, quella di dimostrare già al primo ascolto le sue radici: quelle bianche, dal mondo della Country music; quelle nere, dalla musica degli afroamericani, il Blues. Mi appassionai a questi generi e continuai la mia ricerca a ritroso, con lo scopo approfondirne sempre di più le radici. Per gusto personale sono più legato al Country, ma il Blues è stato il mio secondo amore”.

Dr. Feelgood ci spiega che la conoscenza musicale è fondamentale nel suo lavoro, anche se non è l’unica risorsa che utilizza per intrattenere gli ascoltatori:

“Mi sono appassionato a tutti i sottogeneri possibili di Rock, Country e Blues, cercando di approfondire, leggendo libri e comprando moltissimi dischi; infatti, sono stato scelto da Virgin come esperto di musica.

Si sono rivelate utili anche le varie esperienze di organizzazione eventi e concerti; tutto ciò rientrava soprattutto nelle mie trasmissioni di un tempo, che spaziavano tra moltissimi generi diversi”.

Il ruolo di Speaker

Abbiamo chiesto a Maurizio di spiegarci come la sua professione si è evoluta in tutti questi anni: che cosa è cambiato nel mestiere dagli anni 70 ad oggi?

“Quando ho iniziato era facile trovare lavoro in radio: enti locali nascevano come funghi, in ogni paese o città italiani. Bastavano un paio di giradischi, un mangianastri, un trasmettitore, delle bobine e un’antenna da mettere sul tetto. Vi fu poi una rapida crescita dei mezzi, giunse la regolarizzazione delle fm, la quale mise diversi paletti. 

Quando ho iniziato avevo solo 200, 250 dischi Rock ‘n Roll ed erano pochissime le radio che trasmettevano quel tipo di musica; dopo vari tentativi trovai una radio milanese, Radio Super Milano, disposta ad ospitare la mia trasmissione.

All’inizio, dunque, utilizzavo i miei dischi, mentre ora seguo la scaletta disposta dallo staff di programmazione di Virgin.

Quando ho ricevuto la chiamata da Virgin ho provato grande gratificazione, il Rock ‘n Roll mi ha salvato la vita: l’azienda per cui lavoravo era in crisi e trovare un altro impiego a 50 anni non sarebbe stato semplice, se non avessi portato avanti negli anni questa passione.

Spesso tengo dei seminari nelle scuole, nelle università e nei locali; ai ragazzi che mi ascoltano dico sempre di portare avanti i propri hobby con passione, perché potrebbe salvare la loro vita professionale in un futuro! 

Sono del tutto convinto che, quando in un hobby ci si mette davvero il cuore, non è così difficile farne una professione!”.

Ovviamente, l’evoluzione della radio è stata una conseguenza della trasformazione della musica in tutti questi anni; Dr. Feelgood ha condiviso con noi il suo pensiero sulla nuova faccia della musica, quella liquida, digitale, non materiale, estremamente diversa rispetto a una volta. Ci racconta:

“Un tempo i dischi si ascoltavano più e più volte, tanto da imparare la sequenza a memoria. Oggi, al contrario, ci sono diversi artisti, come Sheryl Crow, che hanno deciso di non fare più album, perché non vendono più come una volta. Pure le automobili vengono create senza lettore cd! 

Oggi tutto è liquido, il rapporto con la musica è sicuramente più superficiale rispetto ad una volta. Parlando con i giovani che incontro nei miei seminari, spesso mi rendo contro che il modo di ascoltare musica è radicalmente cambiato, nonostante le persone come me continuino a comprare dischi e vinili.

Tuttavia, sono convinto che si tratti semplicemente di un nuovo modo di fruire la musica, anche se non c’è più un vero e proprio collegamento fisico e materiale con la cultura musicale, come accadeva con cd e vinili. Ma ciò che conta davvero è il contenuto del disco, in qualunque forma si presenti: non importa che sia liquido o materiale, basta che la musica che amiamo sia disponibile per noi quando ne abbiamo bisogno. È semplicemente il mondo che si sta trasformando!

È bene, inoltre, quando si parla di musica, spaziare: io, per esempio, assisterei volentieri a qualsiasi tipo di concerto, di qualsiasi genere musicale, purché si tratti di buona musica. Perché porsi dei limiti? La vita è bella perché è ricca di esperienze varie, mai monotematiche e ognuno di noi diventa migliore grazie a mille esperienze diverse.

Per quanto riguarda i generi che amo, oggi è difficile essere originali come lo sono stati i grandi del Rock ‘n Roll, del Beat, del Garage, dell’Hard rock, del Punk, perché allora si trattava di territori inesplorati: l’incidenza dei media e delle case discografiche era minore e condizionava meno la musica. Oggi le cose sono decise a tavolino, la creatività degli artisti viene limitata e gli artisti stessi fanno più fatica”.

Il consiglio di Dr. Feelgood

Infine, abbiamo chiesto a Dr. Feelgood di dare qualche consiglio a chi sogna di lavorare in radio. Le sue parole sono state:

“Oggi è senza dubbio più difficile fare esperienza rispetto a una volta, soprattutto perché esistono molte meno radio locali dove poter ‘fare palestra’; ci sono, per esempio, delle scuole che possono aiutare dal punto di vista tecnico.Tuttavia, sono convinto che la maggior parte delle risorse venga dai libri, dalla musica, dai film, dalle esperienze, dai viaggi… sono queste le storie che attirano l’attenzione dell’ascoltatore, il tutto mixato con un po’ di ironia! Noi cerchiamo di far vivere dei momenti sereni a chi ci ascolta, attraverso il racconto, l’aneddoto e le nostre conoscenze generali”.