DJ JAD si rivela: reunion Articolo 31, nuovo album e un libro in cantiere

Questa settimana per la nostra rubrica Flash-Back! abbiamo intervistato Dj Jad, storico Dj e membro fondatore degli iconici Articolo 31.

Il nuovo album di Dj Jad

Jad ci ha parlato dei suoi progetti attuali: “Sto facendo tante belle cose. Io e mio fratello Wlady stavamo finendo un nuovo album.”

Nello specifico, Dj Jad ci racconta come tutto sia partito dalla reunion Articolo 31:

“Mio fratello Wlady è stato l’artefice della reunion: un produttore e ha anche prodotto alcune creazioni di J-Ax, come Maria Salvador e un pezzo nel suo nuovo album. Da quel momento è come scattata una scintilla tra me e mio fratello e finalmente, dopo tanti anni, abbiamo deciso di collaborare. 

Stiamo  lavorando ad un album, che si intitolerà “L’AL BOOM” (ce lo dice mimando un pugno). Sarà un album pieno di contaminazioni e ricco di featuring, i quali comprenderanno sia grossi nomi, sia artisti meno conosciuti: ci è sempre piaciuto dare spazio anche a chi è un pò più nascosto per quanto riguarda la musica.”

Lo stile dell’album sarà molto vario e Dj Jad ci racconta come l’alchimia che si è creata tra lui e il fratello abbia portato come risultato la fusione di più generi:

L’album è composto da molte tracce e, musicalmente parlando, è un disco estremamente contaminato. Ci sono contaminazioni dettate dalla mia conoscenza ed esperienza musicale e lo stesso vale per mio fratello”, ci racconta Dj Jad. 

Abbiamo realizzato un bel mix delle nostre conoscenze: questo album è un pò un arcobaleno! È da poco uscito il primo singolo, intitolato Rompe, con il featuring internazionale di Jay Santos. Sarebbe dovuto uscire anche un singolo per l’estate, ma a causa della situazione Covid abbiamo dovuto interrompere le registrazioni del disco; mancano quattro o cinque brani per chiudere l’album. Dovevamo uscire in autunno con l’album, ma a questo punto capiremo strada facendo quando sarà possibile pubblicarlo.”

Il Dj ci tiene poi a precisare:

“Sarà un disco di musica a 360 gradi! Siamo due producer con gusti estremamente diversi: abbiamo unito la nostre conoscenze e messo di tutto in quest’album, dal Pop, all’Hip-Hop, al Funky…“

Articolo 31: La Reunion

Col proseguire dell’intervista, non potevano mancare alcune domande relative alla reunion degli Articolo 31, evento straordinario che ha emozionato i fan lo scorso anno. Nella reunion è stata proposta una scaletta vecchia scuola: Dj Jad  precisa che “è iniziata da Articolo 31 veri”.

“Gli Articolo 31 sono sempre stati veri, anche nella svolta rock: io, per esempio, mi sono molto divertito a fare del rock! Sono convinto che sia giusto che un artista sperimenti, purché rimanga sempre se stesso e non finisca per perdere di vista la propria natura.

Il Fabrique, la reunion, è stato per me un qualcosa di veramente incredibile. La cosa più bella è stata vedere davanti al palco tutti coloro che sognavano da tempo di vederci suonare insieme di nuovo. È stato bellissimo, inoltre, avvertire il coinvolgimento delle nuove generazioni: incredibile vedere gente giovane, che non ha direttamente vissuto il nostro successo, cantare Non c’è rimedio e Tranqui Funky! Questo ha consacrato ancora di più quello che io e Ax abbiamo fatto insieme: è un qualcosa che va oltre noi due e che negli anni ha raggiunto moltissime persone”.

“Gli Articolo 31 non sono più Ax e Jad: Articolo 31 è una formula, due persone che hanno realizzato qualcosa di magico.”

Jad spende solo belle parole per quanto riguarda la reunion. Ci parla della delle sue impressioni e sensazioni prima di salire sul palco:

“È stata tutta un’esplosione. Quando sono salito sul palco durante la prima data, ho avuto l’impressione di non averlo mai lasciato: dodici anni sembravano non essere mai passati!

Mi sentivo un ventenne: dentro di me c’era una potenza indescrivibile, soprattutto grazie all’entusiasmo del pubblico. Infatti, in un concerto è ugualmente importante il ruolo dell’artista e quello di chi sta sotto il palco: ciò che il pubblico ci trasmette, noi lo riflettiamo a nostra volta su chi ci guarda. Una sensazione di dare/ricevere, che io ho sempre provato ai tempi e ho riprovato a distanza di anni. È stata un’esperienza bellissima, vedere i fan entusiasti della nostra reunion è stato impagabile!”.

Il contatto umano per Jad vale più di ogni cosa; ci racconta:

“È stata un’emozione dietro l’altra. Riabbracciare, rivedere, rincontrare persone ormai invecchiate, con i capelli bianchi, con figli! La cosa bella del concerto è stata anche vedere genitori coi propri figli. Cioè, quegli adulti ormai genitori erano gli stessi che stavano sotto il palco negli anni ‘90, e ora vedono i figli cantare le nostre canzoni, che loro stessi hanno amato da giovani! Bellissimo.”

Il bilancio a fine tour è molto positivo, grazie anche al grande entusiasmo del pubblico.

Alle dieci date al Fabrique sono ne sono seguite altrettante in giro per l’Italia. In modo particolare, devo ammettere che suonare all’Arena di Verona in quell’occasione è stata un’emozione unica. Devo dire che, però, in tutte le città d’Italia c’è stato sempre lo stesso entusiasmo!”

Dj Jad non nasconde la consapevolezza di quanto la “macchina Articolo 31” sia stata e sia tuttora grande e potente. Infatti, ci dichiara:

Se le cose fossero andate diversamente, gli  Articolo 31 sarebbero tranquillamente arrivati a suonare a San Siro. Non lo dico con arroganza, ma come un dato di fatto.”

Jad però precisa:

 “L’atmosfera di un club è anche migliore rispetto a quella di uno stadio: in un posto come il Fabrique senti il pubblico molto più vicino, quasi da poterlo abbracciare. L’atmosfera da stadio è sicuramente più scenografica, ma anche molto dispersiva. Il Fabrique è stato particolarmente intimo, come del resto anche nelle altre date, nonostante ci fossero sempre dieci o venti mila persone.”

Il libro di Dj Jad

Durante l’intervista si è poi parlato di un libro autobiografico su cui Jad sta lavorando da anni. In particolare, ci regala una piccola perla, raccontandoci l’inizio di questo libro, al fine di spiegarci meglio da dove è nata la sua passione per i vinili:

Il mio amore per i vinili nasce dall’infanzia: nel libro racconto che da bambino, mia mamma mi portava al mercato, invece di fermarmi alle bancarelle dei giocattoli, ero attratto da quelle di dischi. La mia passione per la musica e il vinile parte da lì e continua tuttora: ancora colleziono e compro vinili, è più forte di me, ho bisogno di masticare il vinile! Sono convinto che sia un’opera d’arte ieri come oggi, che dia la possibilità di avere la musica, l’artista tra le mani…  sarò vecchio stampo, ma il vinile è un oggetto importantissimo per me e per la mia carriera lo è stato ancora di più! Immagazzinare musica mi è servito in passato e mi serve oggi per quello che faccio. Sono tanti gli artisti ai quali mi sono ispirato; la cosa importante è riuscire a creare un proprio stile e una propria identità,  in tutto quello che si fa!