Come Scrivere una Tesi di Laurea: i Consigli di 4 Neolaureati Italiani

Come scrivere una tesi di laurea: foto principale

Quali sono le linee guida per scrivere una tesi di laurea? Da cosa prendere ispirazione? Come scegliere il professore relatore? Come organizzare la stesura dei capitoli? Quali sono le migliori fonti da consultare e come stilare una perfetta bibliografia?

La tesi di laurea: lo sprint finale prima dell’atteso traguardo, l’ultimo step per il coronamento di anni di faticoso studio. Il procedimento di redazione di una tesi di laurea e diverso da quello di scrittura di un racconto. Con questo articolo vogliamo aiutarti a compiere quest’ultimo sforzo da studente universitario: abbiamo chiesto a quattro neolaureati italiani, provenienti da diverse facoltà e atenei, di raccontarci la stesura della propria tesi di laurea e di condividere con noi preziosi consigli e suggerimenti, direttamente dalla loro esperienza!

Il caso Hildegart: tesi di laurea magistrale di Rosa Scerra

Abbiamo chiesto a Rosa Scerra, laureata magistrale in Lingue e Culture Europee e Panamericane all’Università degli Studi di Bergamo, di raccontarci dello sviluppo della sua tesi di laurea, intitolata “Il recupero del caso Hildegart: rielaborazioni artistico-letterarie (1973-2014)”:

“Ho deciso di trattare il caso di Hildegart Rodriguez, politicante e attivista degli anni ’20, simbolo della donna moderna e intellettuale. Racconto la sua singolare storia nei primi due capitoli della mia tesi: Hildegart viene concepita dalla madre attraverso una primordiale pratica di concepimento non naturale, con lo scopo di essere cresciuta in un ambiente aperto e moderno, immerso negli anni dell’emancipazione femminile all’interno della dittatura e repubblica spagnole. 

La giovane si rivela una ragazza prodigio: consegue una laurea in legge a 18 anni, diventa un esempio internazionale di studiosa dell’eugenetica e di pratiche di concepimento moderne, volte alla tutela della donna.

Non fu però questa parte della sua vita ad interessare i media: a soli 19 anni, Hildegart viene uccisa dalla madre per motivi poco chiari, forse a causa di una disobbedienza della figlia rispetto al progetto iniziale della madre stessa.

L’ultimo capitolo della mia tesi si occupa di recuperare alcune rielaborazioni artistico-letterarie della storia di Hildegart, che furono innumerevoli, ma si concentrarono solo sui fatti di cronaca, più che sulla sua vita da studiosa: la sua storia diede origine a diverse leggende”.

Ragazza scrive tesi di laurea

Consigli

Rosa ci ha successivamente illuminato con alcuni preziosi consigli sulla scelta del professore relatore e sulla ricerca delle fonti:

“Per quanto riguarda la scelta dell’argomento della tesi, consiglio di seguire le indicazioni del proprio tutor, di lasciarsi ispirare dalle sue idee e dalla sua esperienza. Nel mio caso, infatti, è stata la mia professoressa ad affidarmi questo tema, poiché la interessava particolarmente ed era convinta che potessi realizzare un lavoro complesso ed efficace.

La parte originale, infatti, consiste nel terzo capitolo, dove raccolgo alcune rielaborazioni della storia di Hildegart: è interessante notare come alcuni romanzi, cortometraggi e film si dimenticarono delle imprese intellettuali della giovane, rilevanti anche per l’emancipazione della figura della donna in quegli anni, concentrandosi esclusivamente sulla tragedia della sua morte e, in molti casi, sulla contorta e contradditoria figura della madre.

A proposito, invece, delle fonti, consiglio di utilizzare qualsiasi strumento l’ateneo metta a disposizione, come, per esempio, il sito dell’università, che permette di consultare archivi di numerosi enti. Ho utilizzato molto anche altri siti, come Google Scolar o Academia, dove ho trovato uno studio approfondito sul caso Hildegart condotto da una studiosa australiana, materiale che mi ha aiutato molto.

Suggerisco, inoltre, di sfruttare le proprie conoscenze, anche all’estero: nel mio caso, sono riuscita a recuperare alcuni libri da una biblioteca di Madrid, grazie all’aiuto di alcuni amici.

Riguardo alla bibliografia, consiglio di non risparmiare le note: a mio parere, è meglio essere ridondanti, piuttosto che imprecisi!”

Parere Personale

“A mio parere, quando si tratta di scrivere una tesi di laurea, è buona cosa rischiare: consiglio di buttarsi su argomenti poco conosciuti e meno scontati: il lavoro potrebbe dare grandi soddisfazioni!

Inoltre, non abbiate paura di scegliere un professore severo ed esigente: le sue correzioni e i suoi consigli si riveleranno sicuramente utili ed illuminanti!”.

Tesi di laurea di Simone Morlini: le sostanze psichedeliche come strumento terapeutico

Per quanto riguarda le facoltà scientifiche, abbiamo chiesto a Simone Morlini, appena laureato nella facoltà di scienze del farmaco, più precisamente nel corso di laurea in farmacia alla Statale di Milano, di parlarci della realizzazione della sua tesi: “Le sostanze psichedeliche come strumento terapeutico: la ketamina nel trattamento della depressione”.

“Ho deciso di improntare la mia tesi sulla descrizione di alcuni metodi di cura sperimentali per quanto riguarda diverse malattie: per esempio, parlo di alcuni studi che si stanno conducendo riguardo l’uso di sostanze normalmente considerate stupefacenti per la cura di alcune patologie, quali la depressione o l’ansia di fine vita. Si tratta, ovviamente, di studi con forti limitazioni: l’iter di sperimentazione è piuttosto complicato per quanto riguarda la somministrazione agli individui volontari, data la natura ambigua delle sostanze.

Ho scelto come tutor la mia professoressa di chimica tossicologica, corso molto particolare, presente solo nella facoltà di Milano, che consiste in un laboratorio di analisi di alcune droghe d’uso. Ho deciso di affidarmi a lei per la sua umanità e disponibilità: la mia relatrice mi ha lasciato carta bianca nella scelta dell’argomento e mi ha poi appoggiato la mia idea.

Ho deciso di trattare di questo argomento in quanto mi avrebbe dato la possibilità di spaziare in diversi campi, come chimica tossicologica, farmacologia, fisiopatologia; ho anche utilizzato nozioni di cultura generale, in particolare di etnobotanica, che tratta dell’importanza che certe piante hanno in alcune culture.

Infatti, la mia facoltà apre diverse possibilità lavorative legate ad ambiti diversi e lo studio conferisce una cultura farmacologica importante, che va poi applicata sul campo. Dunque, è a mio parere importante fare esperienza, continuando pur sempre a studiare e ad interessarsi”.

come scrivere una tesi di laurea

Consigli

Simone ci ha successivamente illustrato le modalità di scrittura della sua tesi e le fonti da lui utilizzate:

“Prima di iniziare la stesura della tesi, ho stilato un indice non definitivo che potesse aiutarmi ad organizzare il lavoro; man mano che procedevo, ho fatto particolarmente attenzione alla sintassi e al lessico: quando si tratta di scrivere una tesi scientifica, è importante essere accurati e precisi per quanto riguarda i termini, oltre che corretti grammaticalmente.

Passando alle fonti, mi sono affidato a siti Internet per quanto riguarda la ricerca di articoli scientifici accreditati, come, per esempio, Pubmed; consiglio di fare attenzione alla bibliografia degli articoli online e di assicurarsi che siano affidabili e riconosciuti. Ho poi utilizzato dei libri e, banalmente, i miei stessi appunti.

Una fonte curiosa che ho utilizzato è Netflix, per quanto riguarda la ricerca di documentari scientifici: perché un documentario prodotto da un ente verificato non dovrebbe poter essere utilizzato come fonte affidabile per una tesi? Nel mio caso è stato molto utile!

Parere Personale

Un consiglio che mi sento di dare è quello di seguire i corsi di ricerca delle banche dati delle università: sono utilissimi per imparare a sfruttare al meglio le banche dati, spesso difficili da usare a causa di numerosi filtri.

Da neolaureato, posso affermare che, una volta conseguito il titolo di studio, non si smette comunque di imparare ed è importante chiedersi sempre il come e il perché delle cose, per favorire la propria crescita personale: è l’unico metodo di cui l’umanità può servirsi per progredire!”

Gianluca Doneda: la mia esperienza di allenatore nella mia tesi di laurea

Abbiamo pensato di fare qualche domanda a Gianluca Doneda, neolaureato in Scienze Motorie all’Università degli Studi di Brescia, riguardo le modalità di stesura della sua tesi, intitolata “Scuola Calcio: aspetti rilevanti della metodologia e dell’insegnamento”, chiedendogli di darci ulteriori consigli per quanto riguarda la sua facoltà.

“La mia è una facoltà molto varia: nel mio caso, tale percorso di studi mi ha portato all’insegnamento a bambini della scuola materna e primaria. Di conseguenza, ho scelto l’argomento per la mia tesi sulla base dell’esperienza lavorativa che ho condotto negli ultimi tre anni.

Ho deciso di parlare della Scuola Calcio, dell’importanza del gioco nell’allenamento in base alle diverse età dei bambini e, di conseguenza, in base ai loro diversi bisogni; in sostanza, propongo una metodologia di insegnamento che ho testato in questi anni, nonché degli esempi di come può essere attuata.

La mia tesi è suddivisa in tre capitoli: nel primo mi occupo di descrivere i soggetti del mio progetto, i bambini, nonché i loro bisogni in base all’età; nel secondo capitolo presento la tecnica di allenamento da me utilizzata: la metodologia a stazioni. In questa parte propongo, sostanzialmente, alcune esercitazioni per i bambini e le modalità per attuarle e strutturarle; illustro, in poche parole, il mio metodo, le proposte nate dalla mia esperienza. Infine, nell’ultimo capitolo espongo i risultati del metodo da me adottato e faccio delle considerazioni sulla sua efficacia”.

scrivere una tesi di laurea da casa

Consigli

Gianluca ci ha poi parlato dei supporti da lui utilizzati e della bibliografia della sua tesi:

“Ho inserito delle immagini esplicative nel secondo capitolo, al fine di aiutare il lettore a capire meglio la struttura e lo svolgimento degli allenamenti da me ideati.

Consiglio l’utilizzo di immagini nella presentazione Power Point necessaria per la discussione della tesi: mi hanno aiutato molto nella spiegazione delle varie tipologie di esercizi e mi hanno permesso di risparmiare tempo.

Parlando delle fonti, ho utilizzato, oltre alle conoscenze derivate dalla mia esperienza, dei libri tecnici, come “Il calcio dei bambini”, per quanto riguarda la parte teorica; dei libri di esperti, come quello di Isabella Croce, per quanto riguarda la metodologia a stazioni. Infine, ho estrapolato delle citazioni dalla autobiografia di Johan Cruijff, libro da me letto in passato che mi ha molto colpito ed ispirato.

Per quanto riguarda le note, ho preferito inserirle pagina per pagina, in quanto considero tale metodo molto più comodo per chi legge.

Parere Personale

Secondo me, chi frequenta la facoltà di Scienze Motorie deve capire al più presto in quale settore ha intenzione di specializzarsi e scegliere l’argomento della tesi di conseguenza: consiglio di scegliere un tema che appassioni e che sia frutto, oltre che dello studio, della propria esperienza professionale e delle proprie aspirazioni”.

Tesi di laurea magistrale di Andrea Pezzotta: Laser-induced fluorescence of painting materials

Andrea Pezzotta, laureato magistrale alla Statale di Milano in Scienze per la Conservazione e la Diagnostica dei Beni Culturali, ci ha raccontato dell’iter di scrittura della sua tesi sperimentale: “Laser-induced fluorescence of painting materials” (fluorescenza indotta da laser di materiali pittorici). 

“Il mio elaborato, scritto per mia scelta in lingua inglese, tratta di una tecnica ancora in via di sperimentazione per quanto riguarda l’analisi di determinati materiali pittorici, in modo particolare dei leganti, come oli, vernici, tuorlo d’uovo. Tale tecnica si basa sull’utilizzo di radiazioni laser, attraverso cui il materiale interessato, eccitato dalle stesse radiazioni, produce una reazione che, a sua volta, produce uno spettro (impronta digitale del materiale); è così possibile arrivare a capire di che tipo di materiale si tratta.

Si tratta di una tecnica fisica e, dunque, non invasiva: per potersi servire di una tecnica chimica, infatti, sarebbe necessario prelevare un campione del materiale, cosa che, in questi casi, non è possibile fare, poiché si rischierebbe di danneggiare l’opera.

Mi sono avvicinato a questo particolare tipo di metodo grazie al corso di tecniche fisiche avanzate applicate ai beni culturali; durante la triennale, inoltre, ho avuto modo di studiare la fluorescenza dei materiali pittorici (spettroscopia) e di applicarla allo studio di sarcofagi egizi. È dunque un ambito dei Beni Culturali che mi ha sempre interessato particolarmente.

Prima di iniziare con la stesura della tesi, ho stilato un indice, una sorta di scaletta, utile per organizzarsi il lavoro. Nel corso dei diversi capitoli, parlo dello scopo del mio lavoro di sperimentazione della tecnica dopo due anni di laboratorio; spiego il principio fisico della fluorescenza e le composizioni chimiche che la favoriscono; parlo dei materiali e della strumentazione da me utilizzati. Espongo poi i risultati conseguiti e faccio paragoni tra gli spettri ottenuti dai diversi materiali; passo poi alle conclusioni.

Il lavoro mi ha richiesto due anni di ricerca bibliografica e di tentativi: ho dovuto, tra l’altro, creare io stesso dei campioni su cui provare la tecnica, data l’impossibilità di utilizzare vere e proprie opere.

Per la ricerca delle fonti ho utilizzato, in modo particolare, il motore di ricerca dell’università, dove ho trovato diversi articoli. Consiglio, per quanto riguarda la sitografia, di prestare attenzione all’attendibilità delle fonti e alle eventuali fake news. Mi sono poi servito di libri, forniti dal laboratorio o da me cercati; ho sfruttato anche le nozioni acquisite durante i due anni di studio.

Come supporto all’elaborato ho inserito foto da me acquisite, basandomi sul mio lavoro durante la triennale riguardo immagini create da me con Photoshop. Per quanto riguarda grafici e tabelle, mi sono servito di Excel. Inoltre, è stato fondamentale imparare ad utilizzare a fondo il programma di scrittura, nel mio caso Word, al fine di non perdere tempo.

ragazzo scrive una tesi di laurea da casa

Consigli

Per chi ha intenzione di realizzare un lavoro sperimentale simile al mio, consiglio di avere in mente un’idea chiara da sviluppare nel tempo e di valutare attentamente le risorse a propria disposizione, come la strumentazione da laboratorio o la bibliografia. Infatti, quando si ha poco materiale a disposizione, è necessario ingegnarsi e, in alcuni casi, fare gioco di squadra con i propri compagni di corso!”.

Parere Personale

Andrea ha scritto la sua tesi di laurea in inglese: gli abbiamo chiesto qualche dettaglio in più riguardo questa scelta:

“Ho deciso di optare per la lingua inglese per due motivi: per mostrare le mie capacità linguistiche e la mia padronanza di utilizzo di questa lingua; ho pensato inoltre che potesse tornare utile per un eventuale concorso al dottorato.

Non ho riscontrato particolari difficoltà, anche perché molti degli articoli da me utilizzati sono scritti in inglese, lingua della comunità scientifica. Ho utilizzato il dizionario e le tabelle dei tempi verbali, nonché Google Traduttore dall’inglese all’italiano per verificare la correttezza della mia produzione”.

Conclusione

ragazza scrive una tesi di laurea da remoto

Questi erano i consigli e le esperienze di quattro neolaureati italiani: ora tocca a te iniziare la stesura della tua tesi di laurea! Lasciati ispirare dalle testimonianze che hai appena letto: nella scelta dell’argomento, segui le tue aspirazioni, i tuoi obiettivi e le tue passioni! Sfrutta l’esperienza del tuo relatore e gli strumenti che il tuo ateneo ti offre! Informati adeguatamente riguardo le fonti e porta spunti interessanti ed originali!

La laurea è vicina, buon lavoro e buona fortuna!
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